Acqua in Friuli Venezia Giulia, il confronto si sposta sulle regole: “Serve prima il piano regionale”

A Trieste un nuovo parere legale rimette al centro l’ordine degli atti per il dopo-2027 del servizio idrico integrato.

28 settembre 2026 16:41
Acqua in Friuli Venezia Giulia, il confronto si sposta sulle regole: “Serve prima il piano regionale” -
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Il futuro della gestione dell’acqua in Friuli Venezia Giulia torna al centro del dibattito politico con una questione che va oltre Trieste e riguarda l’intera organizzazione del servizio regionale. Al punto di partenza c’è la scadenza dell’attuale affidamento ad Acegas, prevista per il 31 dicembre 2027, ma la discussione si concentra soprattutto su quale passaggio debba venire per primo.

Secondo Patto per l’Autonomia - Civica FVG e Adesso Trieste, prima di individuare chi gestirà il servizio idrico integrato occorre approvare il piano d’ambito regionale. Una posizione che i due gruppi hanno rilanciato presentando a Trieste un nuovo parere legale, illustrato in Consiglio regionale.

Una scelta che riguarda tutto il Friuli Venezia Giulia

Il tema, nelle intenzioni dei promotori, non va letto come una vicenda limitata al capoluogo giuliano. La partita tocca infatti l’assetto futuro del servizio idrico in tutto il territorio regionale, in un contesto che comprende sia gli aspetti amministrativi sia quelli legati alla disponibilità della risorsa.

Massimo Moretuzzo, presidente del Patto per l’Autonomia - Civica FVG, ha richiamato anche il quadro ambientale, ricordando le criticità emerse durante la scorsa estate sul fronte della carenza d’acqua. Da qui, secondo la sua impostazione, la necessità di affrontare la programmazione con un impianto chiaro prima di arrivare alla scelta del gestore.

Il punto contestato: prima la pianificazione o prima l’affidamento

A ricostruire il nodo è stato Riccardo Laterza, capogruppo di Adesso Trieste. Durante un’audizione comunale del 16 giugno 2026, ha ricordato, il direttore di Ausir, ing. Del Ben, avrebbe confermato che non risulta ancora approvato un piano d’ambito riferito all’ambito territoriale ottimale coincidente con l’intera regione.

La lettura attribuita ad Ausir è che l’aggiornamento del piano sia necessario, ma successivo all’affidamento della gestione. Sempre secondo quanto riferito da Laterza, l’autorità avrebbe inoltre ritenuto non praticabile l’approvazione del piano in una situazione caratterizzata dalla presenza di più soggetti gestori del servizio idrico.

Proprio su questa impostazione Patto per l’Autonomia - Civica FVG e Adesso Trieste hanno chiesto allo studio LLPT Legal un parere pro veritate, per verificare se il percorso amministrativo fin qui delineato sia coerente con norme e orientamenti giurisprudenziali.

Cosa sostiene il parere presentato a Trieste

Nel documento, sintetizzato nel corso della conferenza stampa, vengono indicati tre passaggi considerati decisivi. Il primo è che la fase di pianificazione debba precedere quella gestionale. Il secondo è che il piano locale oggi esistente possa valere per la gestione ordinaria, ma non basti a sostenere una decisione di respiro regionale destinata a produrre effetti di lungo periodo.

Su questo punto viene richiamato anche l’orizzonte temporale del prossimo affidamento, che arriverebbe fino al 2039. Per i promotori, una scelta di questa portata richiederebbe quindi un quadro programmatorio già definito a livello regionale.

Il terzo elemento del parere riguarda un raffronto con il settore dei rifiuti, regolato dalla stessa legge regionale del 2016. In quel comparto, viene osservato, il piano di gestione è stato predisposto pur con nove gestori distinti, un precedente che secondo i proponenti smentirebbe l’obiezione secondo cui la pluralità dei gestori impedirebbe di approvare il piano per il servizio idrico.

Il timore di ricorsi e lo stop chiesto all’iter

Gli avvocati Trevisan e Poletto, incaricati del parere, hanno sottolineato la complessità della materia ma, nella loro ricostruzione, hanno indicato una linea interpretativa diversa rispetto a quella seguita finora. Secondo la valutazione esposta, esisterebbero precedenti in grado di sostenere la necessità di approvare prima il piano d’ambito.

Se l’affidamento dovesse proseguire senza questo passaggio preliminare, secondo i promotori potrebbe emergere un vizio nell’atto amministrativo, con la possibilità di un contenzioso successivo. Per questo la richiesta politica è di interrompere il percorso avviato e ripartire dalla pianificazione regionale.

Il documento, ha annunciato Laterza, sarà trasmesso ai soggetti chiamati a decidere sul futuro del servizio idrico integrato. La questione, in sostanza, resta tutta nell’ordine delle decisioni: prima il piano per il Friuli Venezia Giulia, poi la scelta del gestore che dovrà subentrare dopo il 2027.

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