A Varmo la memoria del terremoto passa dai più piccoli: in scena il racconto del 1976

Nella sala consiliare uno spettacolo della Scuola di musica ha riportato ai bambini il sisma e la ricostruzione, con immagini, canti e narrazione.

24 ottobre 2026 19:50
A Varmo la memoria del terremoto passa dai più piccoli: in scena il racconto del 1976 -
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La memoria del 1976, in Friuli, continua a trovare linguaggi nuovi per arrivare anche a chi quel tempo non l’ha vissuto. A Varmo questo passaggio tra generazioni è andato in scena con un lavoro pensato per i bambini, capace di trasformare una pagina dolorosa della storia regionale in un racconto accessibile e condiviso.

Nella sala consiliare del Comune è stato proposto nel pomeriggio “Due piccioni con una favola - Il Taramot dal ’76”, progetto della Scuola di musica di Varmo sostenuto dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. Una formula che ha intrecciato parole, suoni e immagini per restituire non solo il trauma del sisma, ma anche la forza della ripartenza.

Un racconto per chi il 1976 lo conosce solo dai libri

L’idea porta la firma di Sara Della Mora, insegnante della scuola di musica locale. Il filo narrativo sceglie il punto di vista di due piccioni posati su un ramo, attraverso i quali prende forma il ricordo della sera del 6 maggio 1976 e, soprattutto, di ciò che venne dopo.

Il lavoro è costruito per parlare ai più piccoli senza alleggerire il significato dei fatti. Ai toni più scuri e ai rumori che evocano il terremoto si affiancano poi scene più luminose, musiche vivaci e canti popolari: il segno di una comunità che, pur ferita, torna a vivere. Nella narrazione trova spazio anche l’idea che ricostruire non significhi soltanto rimettere in piedi ciò che è crollato, ma immaginare un futuro possibile.

Il valore friulano della ricostruzione

Alla prima era presente anche il presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, che ha richiamato il significato civile di iniziative di questo tipo. Nel suo intervento ha sottolineato l’importanza di trasmettere alle nuove generazioni una memoria che riguarda tutto il Friuli, ricordando sia le sofferenze provocate dal terremoto sia la capacità collettiva di rialzarsi grazie a un grande sforzo condiviso.

Il richiamo non è stato soltanto commemorativo. Il messaggio emerso durante l’appuntamento di Varmo riguarda infatti un tratto identitario ancora molto forte nel territorio: la volontà di custodire il ricordo del sisma come esperienza di dolore, ma anche come esempio concreto di tenacia e ricostruzione.

A Varmo, uno spettacolo racconta il sisma del 1976 ai bambini
A Varmo, uno spettacolo racconta il sisma del 1976 ai bambini

La partecipazione della comunità a Varmo

Al termine dello spettacolo sono arrivati anche i saluti del presidente della Scuola di musica di Varmo, Fabio del Toso, e dell’assessore Giada Liut per l’amministrazione comunale. Un momento conclusivo che ha ribadito il legame tra l’iniziativa culturale e la vita della comunità locale.

Ai presenti è stato inoltre consegnato il fumetto dedicato all’Orcolat, realizzato dall’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale in occasione del cinquantesimo anniversario del terremoto. Un ulteriore strumento pensato per continuare a raccontare ai più giovani una vicenda che resta centrale nella storia del Friuli.

A Varmo, dunque, il ricordo del sisma non si è fermato alla celebrazione formale: è diventato racconto, ascolto e partecipazione, con l’obiettivo di tenere viva una memoria che appartiene all’intera regione.

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