A Udine il vertice tecnico della Banca Mondiale sulla PA digitale: Università scelta per il workshop PULSAR 2026
Dal 29 settembre al 1° ottobre l’ateneo friulano accoglierà delegazioni governative e specialisti internazionali su contabilità pubblica, IA e sostenibilità.
Udine entrerà per tre giorni nel calendario internazionale della Banca Mondiale con un appuntamento riservato agli addetti ai lavori ma di forte peso istituzionale. Dal 29 settembre al 1° ottobre 2026 l’Università di Udine ospiterà infatti la tredicesima edizione del workshop annuale del programma PULSAR, dedicato ai sistemi di contabilità pubblica e ai nuovi strumenti per la rendicontazione finanziaria e di sostenibilità.
Per il capoluogo friulano si tratta di una vetrina significativa: sono annunciati 32 relatori e più di 12 delegazioni governative, con partecipanti provenienti dai ministeri dell’Economia e dai livelli apicali delle amministrazioni coinvolte. La scelta di Udine colloca così la città dentro una rete di confronto che incrocia innovazione amministrativa, standard internazionali e trasformazione digitale del settore pubblico.
Il filo conduttore dell’edizione 2026 sarà “Digital & AI Driven Solutions for Financial and Sustainability Reporting”. In pratica, il confronto riguarderà il modo in cui tecnologie digitali e intelligenza artificiale stanno cambiando la produzione, la lettura e il controllo dei dati contabili nella pubblica amministrazione.
Un tema che tocca da vicino anche il Friuli
L’arrivo del workshop si inserisce in un contesto regionale già sensibile a questi argomenti. In Friuli Venezia Giulia il dibattito sull’uso dell’IA non riguarda solo imprese e ricerca, ma anche funzioni istituzionali, linguaggi e servizi pubblici. In questo scenario, l’ateneo udinese porta avanti da tempo attività di studio sulla governance e sulla digitalizzazione amministrativa.
Il convegno si collega infatti alle linee di lavoro sviluppate dall’Università di Udine nel quadro del progetto interdipartimentale “Governance e PA digitale”, inserito nel Piano strategico 2022-2025. La sede friulana non ospiterà quindi soltanto un evento internazionale, ma un confronto coerente con un percorso già avviato sul territorio.
Dal bilancio pubblico ai beni culturali
Tra i passaggi più attesi del workshop ci sarà la sessione sulla contabilizzazione del patrimonio culturale. Un tema tecnico, ma con ricadute molto concrete: si parlerà di come rilevare, valutare e rappresentare nei bilanci pubblici beni storici e artistici, a partire anche dall’esperienza italiana nella tutela del patrimonio.
Il focus sarà collegato agli sviluppi normativi dell’IPSASB, l’International Public Sector Accounting Standards Board, organismo di riferimento per gli standard contabili del settore pubblico. Accanto a questo capitolo, il programma affronterà anche rendicontazione non finanziaria, criteri ESG e strumenti per rafforzare trasparenza e comparabilità dei dati tra amministrazioni diverse.
Che cos’è PULSAR e perché conta
PULSAR, sigla di Public Sector Accounting and Reporting, è un programma internazionale coordinato dal Centre for Financial Reporting Reform della Banca Mondiale. La struttura opera da Vienna, sede del secondo ufficio più grande al mondo dell’istituzione, e promuove l’adozione di buone pratiche nella contabilità pubblica e nella rendicontazione finanziaria e di sostenibilità.
Il programma si sviluppa attraverso due comunità di pratica globali: FinCoP, dedicata alla rendicontazione finanziaria e di sostenibilità, ed EduCoP, orientata alla formazione. Nelle precedenti edizioni del workshop, l’attenzione si è concentrata su standard IPSAS, bilancio consolidato e preparazione dei responsabili finanziari pubblici, con l’obiettivo di rendere più omogenei i quadri contabili e più solide le capacità amministrative dei governi.
L’ateneo friulano al centro dell’organizzazione scientifica
L’organizzazione scientifica del workshop è affidata a un comitato internazionale nel quale figura un ruolo centrale dell’Università di Udine. A guidarlo è Andrea Garlatti, delegato del Rettore e chair del comitato scientifico, che ha indicato nell’assegnazione dell’evento un riconoscimento al lavoro svolto dall’ateneo sui temi della governance e della digitalizzazione della pubblica amministrazione.
Del gruppo fanno parte anche Elio Borgonovi dell’Università Bocconi di Milano, Antonello Zangrandi dell’Università di Parma, Giuseppe Grossi della Nord University, Jens Heiling dell’University of Baden-Wuerttemberg, Arman Vatyan e Arun Manuja della World Bank, William Rivenbark della University of North Carolina at Chapel Hill, Jelena Poljasevic dell’University of Banja Luka e Paolo Fedele dell’Università di Udine.
Il workshop, come da tradizione, si svolgerà a porte chiuse. Resta però il valore pubblico della scelta di Udine: per tre giorni il Friuli ospiterà un confronto internazionale di alto profilo su come le amministrazioni stanno ripensando regole, tecnologie e strumenti di rendicontazione in una fase di rapido cambiamento.