A Trieste quattro giorni tra relitti, scuole e storia antica: torna in piazza “Un Mare di Archeologia”
Dal 22 al 25 ottobre 2026 Piazza della Borsa ospita la settima edizione del festival: ingresso libero, laboratori, incontri serali e attività su prenotazione.
Trieste rimette al centro del suo calendario culturale un appuntamento che negli anni ha saputo legare divulgazione, scuola e patrimonio storico. Dal 22 al 25 ottobre 2026 Piazza della Borsa accoglierà la settima edizione di Un Mare di Archeologia, rassegna a ingresso gratuito costruita attorno a conferenze, laboratori, workshop e attività aperte al pubblico.
Il filo conduttore dell'edizione 2026 sarà il mare, letto non solo come spazio fisico ma come archivio di tracce, traffici, incontri e civiltà. Il programma spazierà dai fondali dell'Alto Adriatico alla Trieste medievale, fino ai grandi scenari dell'antico Egitto, del mondo miceneo e di quello ittita.
La manifestazione è promossa dalla Società Friulana di Archeologia ODV – Sezione Giuliana, dal Comune di Trieste, dall'Associazione Musica Libera e da Storigrafica APS, con la collaborazione di I.T.S. Deledda-Fabiani, ISIS Nautico-L. Galvani e Liceo Artistico Nordio. A sostenere l'iniziativa anche Regione Friuli Venezia Giulia, Fondazione CRTrieste, Fondazione Casali e ZKB.
Alla presentazione ufficiale in Comune è intervenuto anche l'assessore alle Politiche dell'Educazione e della Famiglia Maurizio De Blasio, che ha sottolineato il valore dell'iniziativa per la città e per il rapporto tra conoscenza storica, giovani e cittadinanza.
Una piazza che diventa spazio di ricerca e partecipazione
La scelta di Piazza della Borsa conferma la volontà di portare i contenuti storici fuori dai luoghi specialistici, dentro uno degli spazi più riconoscibili del centro triestino. L'idea del festival resta quella di rendere accessibili temi anche complessi attraverso linguaggi diversi: incontri divulgativi, dimostrazioni pratiche, ricostruzioni e momenti di confronto con studiosi e associazioni.
Nel contesto del Friuli Venezia Giulia, dove il rapporto con il mare e con le rotte dell'Adriatico ha inciso profondamente sulla storia del territorio, una rassegna di questo tipo trova un terreno particolarmente significativo. Il festival prova infatti a tenere insieme archeologia, educazione e identità locale, parlando sia agli appassionati sia a chi si avvicina per la prima volta a questi temi.
Le mattine riservate agli studenti
Una parte importante del cartellone sarà dedicata alle scuole. Nelle mattinate di giovedì 22 e venerdì 23 ottobre, dalle 8.30 alle 13.30, sono previsti laboratori rivolti agli alunni delle primarie e delle secondarie di primo grado. Le attività sono pensate per far conoscere da vicino strumenti, metodi e percorsi della ricerca archeologica e della storia marittima.
L'impostazione è quella dell'apprendimento attraverso l'esperienza: osservazione di reperti, simulazioni, percorsi operativi e momenti guidati da operatori e associazioni. Un'impronta che negli anni ha reso il festival riconoscibile anche come progetto educativo, oltre che come appuntamento culturale cittadino.
Workshop pratici e stand aperti al pubblico
Giovedì 22 ottobre, dalle 15 alle 20, apriranno gli stand in piazza e partiranno le attività per la cittadinanza. Nella fascia 16.30-18.30 sono previsti tre workshop a numero chiuso, dedicati a incisione, calligrafia e pittura di miniature storiche. Gli stessi laboratori torneranno anche domenica 25 nella mattinata conclusiva.
La partecipazione ai workshop richiede la prenotazione via e-mail all'indirizzo indicato dagli organizzatori. È una delle formule con cui il festival prova a unire manualità e contenuti storici, offrendo esperienze dirette anziché soltanto ascolto frontale.
Dal mare dell'Alto Adriatico alla Trieste dei commerci
Il primo incontro serale è fissato per giovedì 22 ottobre alle 20 e sarà dedicato al patrimonio sommerso dell'Alto Adriatico. Danijel Germek, dell'Associazione Marinara Aldebaran, presenterà una conferenza sui relitti documentati con rilievi e modellazioni 3D tra Trieste e l'Istria. Tra i casi citati figurano il Baron Gautsch, la TA-35 Giuseppe Dezza, il piroscafo Gilda, il Molch nelle acque di Sistiana e il Cant Z.506 B a Portorose.
Nella stessa serata è annunciato anche l'intervento del giornalista Roberto Giacobbo, chiamato a riflettere sul rapporto tra informazione, storia e divulgazione. Venerdì 23 ottobre, sempre alle 20, l'attenzione si sposterà invece sulla città con Filippo Vigini, in dialogo con Francesco Nicosia, per un approfondimento sulle rotte commerciali di Trieste nel Medioevo e sui collegamenti con Friuli, Austria e Carniola.
La serata dedicata alle civiltà del mondo antico
Sabato 24 ottobre, dalle 20 alle 23, il festival concentrerà uno dei momenti più attesi con la Serata dell'Archeologia. In programma gli interventi di Pasquale Barile e Alberto Maria Pollastrini, dedicati all'antico Egitto tra scrittura, potere, guerra e diplomazia nel Mediterraneo orientale della tarda età del Bronzo.
Accanto a questi appuntamenti è prevista anche la partecipazione online di Louis Godart, studioso del mondo egeo e miceneo, che presenterà il volume Micenei e Ittiti, pubblicato da Einaudi nel 2025. L'incontro allargherà lo sguardo ai rapporti politici, commerciali e militari tra due grandi civiltà dell'età del Bronzo, fino alla crisi del XIII secolo avanti Cristo.
Chiusura con gioco storico e attività per famiglie
Sabato 24 gli stand resteranno attivi dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 20, mentre domenica 25 ottobre saranno aperti dalle 9 alle 14. Nel pomeriggio conclusivo, dalle 15 alle 20, spazio a Sblocca la Storia, iniziativa che utilizza giochi da tavolo, wargame tridimensionali e simulazioni come strumenti di divulgazione.
L'attività è curata da Storigrafica APS con Trieste Crea, Alea APS, Casus Belli – Trieste, Uppsala Miniatures e Res Mentis. L'obiettivo è proporre una modalità diversa di avvicinamento al passato, puntando su osservazione, strategia e ricostruzione di contesti storici attraverso il gioco.
Il festival si terrà interamente a ingresso libero. Per workshop e informazioni restano a disposizione il numero 340 081 3203 e l'e-mail [email protected].