A Trieste il ricordo di Norma Cossetto, omaggio alla stele nel giorno dell’anniversario
Nel capoluogo giuliano una commemorazione promossa dall’ANVGD con istituzioni, associazioni degli esuli e familiari della studentessa istriana.
Trieste ha rinnovato oggi uno dei momenti più sentiti della propria memoria civile con la commemorazione dedicata a Norma Cossetto, nel giorno dell’83° anniversario della sua uccisione. L’appuntamento si è svolto in via a lei intitolata, accanto alla stele che ne custodisce il ricordo.
Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco Roberto Dipiazza, il Gonfalone della Città di Trieste, i rappresentanti delle associazioni degli esuli e i familiari della giovane studentessa istriana, figura simbolica nel racconto del confine orientale.
La presenza delle associazioni e delle istituzioni
L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. Attorno al monumento si sono raccolti anche i labari delle realtà che rappresentano gli esuli istriani, fiumani e dalmati, insieme alla Lega Nazionale, alla Federazione Grigioverde, alle associazioni combattentistiche e d’Arma e ai Reparti Logistici.
La partecipazione delle diverse componenti del mondo associativo ha dato alla cerimonia un profilo fortemente identitario, in una città dove il tema dell’esodo e delle foibe continua a occupare un posto centrale nel calendario pubblico delle ricorrenze.
Il momento della commemorazione
Ad aprire gli interventi è stato Andrea Legovini della Lega Nazionale. Successivamente don Davide Chersicla, parroco di San Lorenzo Martire a Servola, ha proposto la preghiera e impartito la benedizione ai presenti.
Nel corso della cerimonia il Comune, con il sindaco Dipiazza, ha deposto una corona d’alloro sulla stele dedicata a Norma Cossetto. Sul monumento è riportata la frase che ne richiama il sacrificio e il legame con l’italianità dell’Istria.
Le parole del sindaco e il significato pubblico del ricordo
Nel suo intervento, Roberto Dipiazza ha richiamato il lavoro compiuto negli anni per dare spazio nella memoria pubblica alla tragedia delle foibe e all’esodo giuliano-dalmata, temi che a Trieste mantengono un valore storico e civile particolarmente forte.
Il sindaco ha anche sottolineato come, dopo un lungo periodo di rimozione, si sia arrivati a una maggiore consapevolezza collettiva. Nel suo passaggio più netto ha parlato della fine di un “silenzio assordante”, definendolo un’offesa per chi fu costretto a lasciare la propria terra e la propria vita di allora.
Nel richiamare l’attualità del ricordo, è stato ricordato anche un recente appuntamento svoltosi a Padova in memoria di Norma Cossetto, segno di una commemorazione che continua a coinvolgere territori diversi oltre al Friuli Venezia Giulia.
L’ultimo gesto dei familiari
La parte conclusiva della cerimonia è stata affidata ai parenti della studentessa istriana, che hanno lasciato un mazzo di fiori ai piedi della stele. Un gesto semplice, ma carico di significato, davanti ai rappresentanti istituzionali e alle associazioni presenti.
Per Trieste, appuntamenti come questo restano un passaggio importante nel rapporto con la propria storia di confine: non solo celebrazione formale, ma occasione per tenere viva una memoria che continua a interrogare la città e l’intera regione.