A Trieste due giornate di studio su archivi, musei e biblioteche nelle emergenze

Il 22 e 23 ottobre l’Università di Trieste ospita il convegno di smaTs e MAB FVG: al centro prevenzione, conflitti, clima e tecnologie per difendere il patrimonio.

19 ottobre 2026 16:20
A Trieste due giornate di studio su archivi, musei e biblioteche nelle emergenze -
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Non c’è soltanto il rischio del degrado o dei danni provocati da eventi naturali. Oggi musei, archivi e biblioteche devono fare i conti anche con guerre, crisi climatiche, vulnerabilità informatiche e minacce che colpiscono direttamente la memoria collettiva. Da qui parte il convegno in programma a Trieste il 22 e 23 ottobre, dedicato agli strumenti necessari per proteggere il patrimonio culturale in uno scenario sempre più complesso.

L’iniziativa si terrà nell’Aula Magna di via Filzi 14 ed è promossa dal Sistema Museale dell’Università degli Studi di Trieste, smaTs, insieme a MAB FVG, il coordinamento regionale che riunisce AIB, ANAI e ICOM Italia. Il titolo scelto per l’appuntamento è “Il patrimonio culturale nelle crisi contemporanee: rischi, protezione e resilienza”.

Un tema che riguarda da vicino anche il Friuli Venezia Giulia

Per una regione di confine come il Friuli Venezia Giulia, dove il patrimonio storico, documentario e artistico è diffuso e capillare, il tema della prevenzione assume un peso particolare. La discussione non riguarderà soltanto la risposta alle emergenze, ma soprattutto la capacità di prepararsi in anticipo, mettendo insieme competenze giuridiche, tecniche, conservative e organizzative.

Il confronto avrà anche un respiro internazionale. Sono attesi contributi da Europa, Regno Unito e Ucraina, accanto alla presenza di rappresentanti del Ministero della Cultura, del Comando Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, di università, istituti culturali e professionisti del settore.

Il programma del 22 ottobre: norme, conflitti e prevenzione

La prima giornata, giovedì 22 ottobre, sarà orientata soprattutto agli aspetti giuridici e istituzionali. Dopo i saluti iniziali, gli interventi affronteranno il tema della protezione internazionale dei beni culturali, il rapporto tra identità e patrimonio e l’efficacia delle regole oggi disponibili nei contesti di guerra.

Tra i passaggi più significativi ci saranno gli approfondimenti sul ruolo dell’Unione europea, sugli strumenti penali contro i reati che colpiscono il patrimonio e sull’esperienza ucraina nella difesa degli archivi durante i conflitti armati. Nella seconda parte della giornata l’attenzione si sposterà sulla prevenzione, con contributi dedicati al Ministero della Cultura, alle funzioni del Comando Carabinieri TPC e alla necessità di costruire una vera cultura della pianificazione prima dell’emergenza.

Il 23 ottobre spazio a casi concreti e tecnologie

Venerdì 23 ottobre il taglio sarà più operativo. Si parlerà di collezioni, archivi, assicurazione delle opere e strategie per limitare i danni nelle situazioni critiche. In questo quadro troverà spazio anche l’esperienza di Recovery Art Palmanova, progetto sviluppato sul territorio e inserito nel programma come esempio di salvaguardia applicata ai beni culturali.

La mattinata affronterà inoltre il tema del monitoraggio del patrimonio nei conflitti contemporanei, la sicurezza degli archivi digitali e il mantenimento dell’accesso alla memoria documentaria. Nel programma compaiono anche riflessioni sul ruolo sociale delle biblioteche e sulle reti internazionali che promuovono la lettura in contesti di fragilità.

Dai satelliti al monitoraggio dei beni culturali

Nel pomeriggio di venerdì è previsto un appuntamento specifico, dalle 15.30 alle 17, dedicato ai dati satellitari applicati alla tutela del patrimonio naturale e culturale. Si parlerà di telerilevamento, Copernicus, servizi satellitari e del Technological Hub di EUSPA, in un segmento collegato anche all’assemblea annuale di Scudo Blu Italia.

L’obiettivo, in questo caso, è mostrare come gli strumenti tecnologici possano aiutare a individuare vulnerabilità, seguire l’evoluzione dei rischi e supportare decisioni rapide quando un bene culturale si trova esposto a pericoli immediati.

Chi coordina l’iniziativa e dove si svolge

Il coordinamento scientifico del convegno è affidato a Francesca Fiorentini, coordinatrice del Sistema Museale dell’Università degli Studi di Trieste, e a Grazia Tatò per MAB FVG. L’organizzazione è curata da Cristina Cocever ed Elisa Zilli per smaTs e da Barbara Bigi, Martina Contessi e Paola Visentini per MAB FVG.

L’evento si svolgerà nella sede del Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell’Interpretazione e della Traduzione, sezione di Studi di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori, in Aula Magna, in via Filzi 14 a Trieste. È previsto un formato ibrido, quindi sia in presenza sia online.

Tra i patrocini figurano ARTE Generali, il Comune di Trieste, il Comune di Palmanova e Scudo Blu Italia. Le due giornate si propongono come un momento di confronto utile non solo agli addetti ai lavori, ma anche a un territorio che custodisce una parte rilevante della memoria culturale del Friuli Venezia Giulia.

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