A Roveredo in Piano una serata tra teatro e confronto pubblico contro la violenza sulle donne
Il 7 novembre all’Auditorium comunale il monologo “Io mi chiamo” e, a seguire, un dialogo con professionisti e realtà del territorio.
Una serata pensata non solo per assistere a uno spettacolo, ma per aprire un confronto concreto su un tema che attraversa anche il territorio friulano. Sabato 7 novembre, alle 20.45, l’Auditorium comunale di Roveredo in Piano ospiterà “Io mi chiamo”, lavoro teatrale dedicato alla violenza di genere, seguito da un momento di approfondimento con figure impegnate nell’ascolto, nella tutela e nella prevenzione.
L’iniziativa è a ingresso libero ed è rivolta alla cittadinanza, con l’obiettivo di unire linguaggio artistico e informazione. A promuoverla è il Gruppo Teatro Parole Note, con il patrocinio del Comune di Roveredo in Piano e la collaborazione di FITA – Federazione italiana del teatro e delle arti, Laboratorio del Diritto e Cooperativa sociale Itaca.
Al centro della serata ci sarà il monologo scritto da Luana Miol, che firma anche la regia insieme ad Alessandro Gennaro. In scena Carlotta Bortolin, affiancata dalle voci di Carlotta Bortolin, Massimiliano Priverio, Alessandro Gennaro, Alfredo Grazioli e Michele Zanette. Le luci sono curate da Alessandro Gennaro, mentre l’audio è affidato a Michele Zanette.
Uno spettacolo che mette al centro identità e voce
L’impianto scenico è essenziale: pochi elementi, un corpo sulla scena, uno spazio delimitato dalla luce. Da qui prende forma un racconto che mostra come la violenza possa incrinare la percezione di sé, fino a spingere chi la subisce verso chiusura, paura e isolamento.
Il titolo stesso, “Io mi chiamo”, richiama un passaggio decisivo: tornare a nominarsi, riconoscersi, riaffermare il proprio diritto a esistere fuori dalla sopraffazione. Nel corso del monologo cambia anche la presenza della protagonista sul palco, in un percorso che da una condizione di costrizione arriva alla possibilità di riprendere parola davanti agli altri.
Dopo il teatro, spazio ai servizi e agli strumenti presenti sul territorio
Alla rappresentazione seguirà la tavola rotonda “I luoghi del dire”, moderata da Luana Miol. L’incontro porterà all’attenzione del pubblico competenze diverse ma complementari, con l’intento di rendere più riconoscibili i punti di riferimento a cui rivolgersi quando emerge una situazione di violenza.
Tra gli interventi annunciati c’è quello della dottoressa Fabiana Nascimben, direttrice del Pronto Soccorso di San Vito al Tagliamento, che approfondirà il tema del primo intervento sanitario e del percorso di protezione per le donne. In programma anche il contributo di una rappresentanza delle Forze dell’Ordine e dell’avvocato Alessio Pagnucco, consulente legale, sul versante della prevenzione e delle tutele previste.
Il ruolo dei luoghi di lavoro nella prevenzione
Un altro focus della serata riguarderà l’ambiente professionale, spesso decisivo per intercettare situazioni di disagio o discriminazione. Laura D’Ospina, referente pari opportunità e consigliera di fiducia della Cooperativa sociale Itaca, presenterà esperienze e strumenti messi in campo per contrastare molestie, disparità e comportamenti lesivi della dignità della persona.
Fra i temi affrontati ci saranno anche lo Sportello per il contrasto delle discriminazioni e il Regolamento per l’Identità Alias, indicati come esempi di pratiche organizzative orientate al rispetto e alle pari opportunità.
Un appuntamento che coinvolge la comunità
L’appuntamento di Roveredo in Piano si inserisce in un percorso culturale che affida al teatro una funzione civile precisa: rendere visibili dinamiche spesso sommerse e favorire una riflessione condivisa. Non solo rappresentazione, quindi, ma occasione per mettere in relazione arte, servizi e responsabilità collettiva.
Per il pubblico sarà un momento utile anche per conoscere più da vicino la rete di professionisti e realtà che, sul territorio, lavorano ogni giorno per accogliere, orientare e sostenere chi vive situazioni di violenza. È in questo intreccio tra scena e confronto pubblico che la serata costruisce il suo significato più concreto.