A Pordenone l’universo visivo di Guido Cecere: Casa Zanussi apre una retrospettiva tra fotografia, grafica e cultura pop
Dal 12 settembre al 28 novembre alla Galleria Sagittaria un percorso dedicato all’autore che ha lasciato un segno nella comunicazione visiva italiana.
Pordenone inserisce un nuovo appuntamento nel percorso culturale che guarda al 2027 e lo fa con una mostra che riporta al centro la figura di Guido Cecere, autore capace di attraversare fotografia, art direction e comunicazione visiva con uno stile riconoscibile. Dal 12 settembre al 28 novembre la Galleria Sagittaria di Casa Zanussi, in via Concordia 7, ospiterà “Guido Cecere. Wunderkammer”, con accesso gratuito dal lunedì al sabato tra le 10 e le 19.
L’iniziativa propone al pubblico friulano una rilettura ampia del lavoro dell’artista, scomparso nel 2019, mettendo in evidenza il suo modo di comporre l’immagine come uno spazio stratificato, popolato da oggetti, rimandi grafici e frammenti della cultura di massa. Un’impronta che ha lasciato un segno preciso nella pubblicità italiana e nella fotografia costruita.
Il progetto rientra tra quelli collegati a “Verso Pordenone 2027”, il cammino che accompagna la candidatura della città a Capitale italiana della Cultura. La mostra è la numero 517 promossa dal Centro Iniziative Culturali Pordenone ed è curata da Angelo Bertani, Walter Criscuoli e Fulvio Dell’Agnese, con la collaborazione del Comune di Pordenone e il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli e Unione Artigiani della provincia.
Un percorso costruito attorno al metodo di Cecere
Il cuore dell’esposizione non è soltanto celebrativo. L’idea è piuttosto quella di entrare nel laboratorio visivo di Cecere, osservando come prendevano forma le sue immagini: cartoline, materiali pubblicitari, insegne, pupazzi, oggetti recuperati e resti dell’immaginario industriale diventavano elementi narrativi all’interno dello scatto.
Tra i nuclei più attesi ci sono i Calendari d’autore riprodotti in scala reale 1:1 e il lavoro sul ribaltamento zenitale del banco ottico, aspetti che hanno reso immediatamente riconoscibile la sua ricerca. È proprio in questo equilibrio fra rigore progettuale, suggestioni pop e sperimentazione formale che la mostra prova a restituire la sua originalità.
Accanto al fotografo emerge anche il collezionista. I materiali accumulati nel tempo, poi ordinati nello studio e nell’abitazione-laboratorio, vengono letti dai curatori come la base di una vera archeologia dell’immagine, un archivio personale trasformato in linguaggio.
Una figura che ha inciso anche nella formazione artistica
La retrospettiva ripercorre anche il profilo professionale e didattico di Cecere, che fu titolare della cattedra di fotografia all’Accademia di Belle Arti di Venezia e insegnò inoltre a Urbino e Roma. Il suo lavoro viene presentato come un passaggio importante per allargare il campo della fotografia promozionale e industriale verso territori più teorici, ironici e consapevoli del potere delle immagini.
La sua formazione partì da Urbino, al Corso Superiore di Arte Grafica, con maestri come Albe Steiner e Michele Provinciali, per poi proseguire a Londra al London College of Printing con Jorge Lewinski. L’esperienza britannica fu decisiva anche per il rapporto con la Pop Art e con l’uso simbolico dell’oggetto quotidiano, osservato da vicino nei mercati storici come Camden e Portobello.
Quella visione ha attraversato l’intera sua produzione e arrivò a un riconoscimento europeo nel 1994, quando ottenne alla Fiera del Libro di Francoforte il premio per il miglior Calendario fotografico europeo. La tappa pordenonese offre così l’occasione per rileggere un autore che ha saputo tenere insieme grafica editoriale, fotografia d’autore e linguaggi della pubblicità.
Gli appuntamenti di approfondimento in autunno
Attorno alla mostra è stato organizzato anche un calendario di incontri curato dal CRAF di Spilimbergo insieme al Centro Iniziative Culturali Pordenone. Il primo momento pubblico sarà un’anteprima inserita nel programma di pordenonelegge 2026, dedicata proprio a “Guido Cecere. Wunderkammer”, con la partecipazione di Michele Smargiassi.
Nel mese di ottobre seguiranno altri tre appuntamenti. Giovedì 15 ottobre Angelo Bertani e Walter Criscuoli proporranno “Sulle tracce di Guido”, riflessione sul legame tra oggetto ritrovato e pensiero critico. Giovedì 22 ottobre sarà invece la volta di “Firmato Ciol”, dialogo con Elio Ciol e Stefano Ciol insieme ad Alvise Rampini, anche in relazione ai futuri progetti nel quadro di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027.
A chiudere il ciclo, giovedì 29 ottobre, sarà Leonardo Fabris con “Un giovane fotografo e l’importanza di un maestro”, incontro che metterà a fuoco il peso avuto da Cecere nella formazione di nuove generazioni di fotografi.
Per Pordenone si tratta di un’altra iniziativa che rafforza il profilo della città come luogo di produzione e confronto culturale, oltre la semplice dimensione espositiva. La mostra resterà visitabile fino al 28 novembre negli spazi della Galleria Sagittaria di Casa Zanussi, con ingresso libero.