A Majano un riconoscimento ai Fogolârs Furlans: premiata la rete che tiene unito il Friuli nel mondo
Il Premio Pro Majano 2026 valorizza le comunità friulane all’estero e il loro contributo, dalla memoria del sisma del 1976 al legame trasmesso ai più giovani.
Non è soltanto un premio celebrativo, ma un passaggio che riporta al centro una parte essenziale della storia friulana: a Majano i Fogolârs Furlans hanno ricevuto il Premio Pro Majano 2026, assegnato nella giornata di venerdì 25 luglio durante la sedicesima edizione della manifestazione.
La scelta mette in evidenza il ruolo svolto dalle comunità friulane fuori regione e fuori dall’Italia, capaci negli anni di conservare un rapporto costante con la terra d’origine e di trasformarlo, nei momenti decisivi, in aiuto concreto.
Alla cerimonia ha preso parte anche l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, che ha letto il riconoscimento come un ringraziamento dell’intera comunità friulana verso chi, dall’estero, ha continuato a sentirsi parte del destino del Friuli.
Un premio che parla alla memoria collettiva del Friuli
Nel corso dell’incontro, uno dei riferimenti più forti è stato quello al 1976. L’avvicinarsi del cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli rende ancora più significativo il tributo assegnato a Majano, perché riporta alla luce il sostegno arrivato dalle associazioni dei corregionali emigrati in una stagione drammatica per il territorio.
Barbara Zilli ha ricordato come i Fogolârs Furlans non si limitarono a esprimere vicinanza. In quei mesi fecero arrivare risorse, organizzarono aiuti e in diversi casi tornarono direttamente in Friuli per dare una mano alle popolazioni colpite e accompagnare il percorso della ricostruzione.
Dentro questa memoria rientrano anche i racconti, le testimonianze e i percorsi pubblici che continuano a ricostruire quella fase storica, ancora oggi considerata decisiva per l’identità del territorio friulano.
I segni concreti lasciati dall’emigrazione friulana
Nel suo intervento, l’assessore ha richiamato anche un aspetto molto tangibile di quella solidarietà: in Friuli restano edifici donati dalle comunità friulane nel mondo, testimonianze materiali di un legame che dopo il sisma si tradusse in opere e sostegno diretto.
È un passaggio che dà al premio un valore che va oltre la rappresentanza. Il riconoscimento consegnato a Majano richiama infatti una relazione che nel tempo non si è esaurita e che continua a riemergere sia nelle occasioni istituzionali sia nelle iniziative dedicate ai 50 anni del terremoto, promosse in diverse località friulane e anche all’estero.
Il testimone affidato ai più giovani
Una parte finale del discorso è stata dedicata alle nuove generazioni dei friulani all’estero. Il richiamo è a chi oggi cresce dentro queste comunità e può continuare a custodire lingua, tradizioni e senso di appartenenza, mantenendo vivo un patrimonio che non riguarda solo il passato.
In questo senso, il premio assegnato a Majano assume anche il significato di un passaggio di consegne: riconoscere quanto è stato fatto dai Fogolârs Furlans e, insieme, indicare la necessità di non disperdere quella rete costruita nel tempo tra il Friuli e il resto del mondo.
La sedicesima edizione del Premio Pro Majano si chiude così con un omaggio che unisce emigrazione, memoria e ricostruzione, riportando in primo piano il contributo di chi, pur vivendo lontano, ha continuato a sostenere il Friuli nei suoi momenti più importanti.