A Gorizia nasce “Frontiere”, festival d’autunno tra idee, città e confini da ripensare
Dal 2 al 4 ottobre 2026 il centro di Gorizia ospiterà incontri, percorsi urbani e spettacoli. In programma anche un appuntamento universitario il 5 ottobre.
Gorizia prepara un nuovo appuntamento culturale destinato a intrecciarsi con il percorso lasciato in eredità da GO! 2025. Si chiama “Frontiere – Dove i mondi si incontrano” e porterà nel capoluogo isontino tre giornate di dialogo pubblico, eventi diffusi e riflessioni sui confini intesi come luoghi di contatto, scambio e trasformazione.
La prima edizione è in calendario da venerdì 2 a domenica 4 ottobre 2026 e coinvolgerà non solo il Teatro Verdi, ma anche diversi spazi cittadini. L’idea è quella di costruire un festival capace di parlare al territorio partendo da un tema che, a Gorizia, ha un significato quotidiano e storico insieme.
Dietro al progetto ci sono Gruppo NEM Nordest Multimedia – Il Piccolo, Editori Laterza, Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, Comune di Gorizia e Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia con l’Assessorato alla Cultura. Tra i partner figurano anche GECT GO e Cassa Rurale FVG, mentre collaborano le Università di Udine, Trieste e Nova Gorica.
Il cuore del programma sarà al Verdi
Il principale spazio del festival sarà il Teatro Comunale Giuseppe Verdi, dove sono previsti otto incontri distribuiti nell’arco delle tre giornate: due il venerdì inaugurale, tre il sabato e tre la domenica. La cerimonia d’apertura è fissata per venerdì 2 ottobre alle 16 nel Ridotto del teatro, con la partecipazione dei rappresentanti istituzionali.
Sul palco saliranno Giada Messetti, Anna Foa, Matteo Lancini, Maurizio Ferraris, Paolo Ferri, Vera Gheno, Stefano Velotti e Alessandro Vanoli. Il cartellone mette in fila voci molto diverse per affrontare alcune delle questioni più discusse del presente.
Si parlerà infatti di scenari internazionali, memoria e identità, rapporti tra generazioni, esplorazione del cosmo, linguaggio e differenze tra maschile e femminile, estetica, oltre al confronto tra intelligenza artificiale e intelligenza naturale. Tra i temi annunciati anche la lunga relazione tra Oriente e Occidente, letta attraverso scambi, influenze reciproche e tensioni storiche.
Il centro di Gorizia come spazio del festival
Accanto agli appuntamenti in sala, “Frontiere” punterà a portare il suo racconto nel tessuto urbano. Un ruolo centrale spetterà a Crossroads, progetto ideato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, che tradurrà i contenuti della manifestazione in itinerari e azioni distribuite nel centro cittadino.
L’obiettivo è richiamare la memoria della città prima della separazione imposta dal confine, restituendo a strade e piazze una funzione narrativa. In questo quadro il Comune intende coinvolgere musei, biblioteche, librerie, scuole, locali e attività economiche.
Con il supporto di Confcommercio sono previste aperture straordinarie, vetrine ispirate al festival, menu dedicati, aperitivi culturali e percorsi espositivi. Una formula che prova ad allargare la manifestazione oltre il pubblico degli incontri, facendone un appuntamento diffuso per l’intera città.
Il dialogo con gli atenei proseguirà anche il 5 ottobre
Il festival non si fermerà alle tre giornate principali. È già previsto infatti un momento dedicato al mondo universitario, con la partecipazione degli studenti degli atenei di Trieste, Udine e Nova Gorica a percorsi formativi e occasioni di confronto.
Tra gli appuntamenti annunciati c’è quello con Maurizio Ferraris, in programma nella mattinata di lunedì 5 ottobre all’EPIC Center di Piazza Transalpina/Trg Evrope. Un prolungamento coerente con l’impostazione della rassegna, che punta a tenere insieme divulgazione, approfondimento e presenza sul territorio.
La presentazione ufficiale del progetto si è tenuta lunedì 7 settembre a Trieste, nel Palazzo della Regione. Erano presenti, tra gli altri, l’assessore regionale Fabio Scoccimarro, il direttore del Gruppo NEM Paolo Possamai, il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna, la presidente della Fondazione Carigo Roberta Demartin e Lodovico Steidl per gli Editori Laterza.
L’accesso agli incontri al Teatro Verdi e la partecipazione agli itinerari urbani saranno gratuiti fino a esaurimento dei posti disponibili. Per prendere parte agli eventi sarà consigliata la prenotazione attraverso le piattaforme ufficiali del festival, in vista di un appuntamento che punta a ritagliarsi un posto stabile nell’autunno culturale di Gorizia e del Friuli Venezia Giulia.