A Gorizia il ricordo del sisma del ’76 passa dal teatro: Alessio Boni protagonista della nuova produzione di Mittelfest

Il 25 luglio al Verdi debutta “Era di maggio”, spettacolo tra narrazione e musica dedicato alla memoria del terremoto del Friuli nel suo cinquantesimo anniversario.

20 luglio 2026 15:27
A Gorizia il ricordo del sisma del ’76 passa dal teatro: Alessio Boni protagonista della nuova produzione di Mittelfest -
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La memoria del terremoto del Friuli del 1976 troverà spazio anche sul palco di Mittelfest 2026, con un appuntamento che per il pubblico friulano ha un peso che va oltre la proposta artistica. Al Teatro Verdi di Gorizia, sabato 25 luglio alle 21.30, andrà in scena in prima assoluta “Era di maggio”, nuova produzione costruita attorno alla voce di Alessio Boni.

Il progetto arriva nell’anno del cinquantesimo anniversario del sisma e sceglie il linguaggio del teatro e della musica per riportare al centro una ferita che ha segnato profondamente il Friuli. Non solo commemorazione, dunque, ma un racconto pensato per tenere insieme memoria collettiva, identità e trasmissione alle generazioni più giovani.

Un debutto che parla direttamente al Friuli

Lo spettacolo nasce dalla collaborazione tra Mittelfest e ARLeF, l’Agenzia regionale per la lingua friulana, con la co-produzione di Orchestra La Corelli. In scena si intrecciano la scrittura di Flavio Santi, le musiche originali firmate da Damiano Drei e l’esecuzione orchestrale diretta da Jacopo Rivani, mentre la cura della messinscena è affidata al direttore artistico del festival Giacomo Pedini.

La scelta di dedicare una nuova creazione a quella data ha un significato preciso per il territorio. Il 6 maggio 1976 non è soltanto una pagina di storia regionale: resta un riferimento vivo nella memoria di famiglie e comunità, tra ricordi diretti e racconti tramandati nel tempo.

Il racconto di una giornata spezzata

Al centro di “Era di maggio” c’è lo sguardo di un ragazzo poco più che adolescente. La sua è una giornata qualsiasi, fatta di scuola, pensieri leggeri, caldo fuori stagione e desiderio d’estate. Poi arriva la scossa della sera, l’Orcolat, e in pochi istanti ogni certezza si rovescia.

La costruzione narrativa accompagna il pubblico dentro quella frattura improvvisa, quando la normalità lascia posto alla tragedia. Nel testo trovano spazio anche i numeri del disastro: quasi mille vittime e 45 mila persone rimaste senza casa, immagini che riportano alla dimensione umana di ciò che accadde in Friuli.

Flavio Santi, docente all’Università dell’Insubria, ha un legame personale con quella data. Friulano d’origine e vincitore del premio Viareggio-Rèpaci per la poesia nel 2021, conserva un ricordo infantile del terremoto: i muri in movimento e le domande rivolte al padre. Da quel frammento, tra memoria privata e storia condivisa, ha preso forma un testo che l’autore considera anche autobiografico, pur scegliendo un protagonista immaginato più grande di lui.

Mittelfest 2026, Alessio Boni porta in scena l’Orcolat: prima assoluta il 25 luglio a
Mittelfest 2026, Alessio Boni porta in scena l’Orcolat: prima assoluta il 25 luglio a

Il ruolo di ARLeF e il legame con il territorio

Per Mittelfest, il lavoro si inserisce in un rapporto già consolidato con ARLeF, che negli anni ha riguardato anche la presenza della lingua friulana nella comunicazione del festival. Un aspetto che rafforza il radicamento della manifestazione nel contesto regionale e la volontà di dialogare con la sua storia culturale.

Secondo il presidente di ARLeF Eros Cisilino, questo spettacolo mette insieme lingua, cultura, identità e memoria, offrendo uno strumento per non disperdere il significato di quanto avvenne nel 1976. Giacomo Pedini ha invece sottolineato il valore del progetto come momento di ricordo condiviso nato dal confronto tra il festival, ARLeF, Flavio Santi, Orchestra La Corelli e Alessio Boni.

Data, cast e allestimento

La parte narrativa sarà affidata ad Alessio Boni, mentre la componente musicale porterà la firma di Damiano Drei con l’esecuzione di Orchestra La Corelli diretta da Jacopo Rivani. La regia scenica è curata da Giacomo Pedini.

L’appuntamento è fissato per sabato 25 luglio 2026 al Teatro Verdi di Gorizia, con inizio alle 21.30. Nel materiale diffuso viene segnalata la disponibilità dei biglietti, anche se al momento non sono stati indicati i canali di acquisto. Per il Friuli sarà comunque una delle date più significative del cartellone, perché trasforma una ricorrenza storica in un’occasione pubblica di ascolto e memoria.

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