A Colloredo il confronto sul futuro dei piccoli Comuni: autonomia, montagna e nuovi amministratori

Al Castello di Colloredo di Monte Albano il Meeting dei sindaci emeriti dell’Arco alpino ha acceso il dibattito su servizi, spopolamento e ricambio nei municipi.

A cura di Web Team Web Team
10 ottobre 2026 14:18
A Colloredo il confronto sul futuro dei piccoli Comuni: autonomia, montagna e nuovi amministratori -
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Dal Castello di Colloredo di Monte Albano è partito un confronto che tocca da vicino anche il Friuli: come tenere vivi i piccoli Comuni, come difendere i servizi nelle aree montane e come rendere di nuovo attrattivo l’impegno amministrativo per le nuove generazioni.

Questi temi sono al centro del sesto Meeting delle Associazioni dei sindaci emeriti dell’Arco alpino, in programma dal 9 all’11 ottobre 2026 in varie località del Friuli Venezia Giulia. Tra gli appuntamenti principali c’è stato il convegno intitolato “Chi amministra il futuro? L’esperienza degli amministratori locali nelle autonomie speciali e la sfida delle nuove generazioni”.

All’iniziativa hanno preso parte amministratori emeriti del Friuli Venezia Giulia, della Valle d’Aosta e delle Province autonome di Trento e Bolzano, territori diversi ma accomunati da uno statuto speciale e da criticità simili, a cominciare dal calo demografico nelle zone di montagna e dalle difficoltà delle aree più periferiche.

Colloredo, autonomie speciali e Comuni alpini al centro del Meeting dei sindaci emeriti

Il peso dell’autonomia nelle comunità locali

Nel corso dell’incontro l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli ha indicato nell’autonomia uno strumento concreto per sostenere la crescita delle comunità alpine e mantenere una rete di servizi anche nei centri di dimensioni ridotte.

Il ragionamento si è concentrato sulla necessità di usare gli strumenti garantiti dagli assetti speciali per costruire risposte aderenti ai bisogni dei territori. In questa prospettiva, i Comuni di montagna non sono stati descritti come realtà marginali, ma come parti essenziali dell’equilibrio regionale.

Il Friuli come riferimento storico e amministrativo

Nel suo intervento Zilli ha richiamato la ricostruzione successiva al terremoto del 1976, legando quella stagione alla capacità di autogoverno del territorio. Il riferimento è al cosiddetto modello Friuli, evocato come esperienza ancora significativa mentre si avvicina il cinquantesimo anniversario del sisma.

Secondo l’assessore, in quella fase furono determinanti la responsabilità degli amministratori locali, il legame diretto con i cittadini, la forza delle comunità e la spinta a ripartire riassunta dal “Fasin di bessôi”. In questo quadro è stato ricordato anche il contributo delle istituzioni, della solidarietà internazionale e del commissario Giuseppe Zamberletti.

Montagna, residenti e attività da difendere

Una parte rilevante del confronto ha riguardato le politiche per i territori alpini. Il nodo, emerso più volte, è quello di strategie condivise tra le autonomie speciali dell’Arco alpino per affrontare problemi che si ripetono da una regione all’altra.

Tra i punti indicati ci sono la perdita di popolazione, la fragilità dei territori più lontani dai principali servizi e la necessità di sostenere economia locale e presenza stabile dei residenti. Le comunità di montagna sono state richiamate anche come custodi di identità, tradizioni e specificità paesaggistiche da valorizzare nelle scelte di sviluppo.

Colloredo, autonomie speciali e Comuni alpini al centro del Meeting dei sindaci emeriti

Il passaggio più delicato: trovare nuovi amministratori

Uno dei temi più sentiti emersi a Colloredo riguarda il ricambio generazionale nei municipi, soprattutto nei piccoli centri e nelle zone montane. La difficoltà a coinvolgere nuove figure nell’amministrazione pubblica viene letta come una delle questioni più urgenti per la tenuta dei Comuni.

Zilli ha sottolineato la necessità di rendere il servizio nelle istituzioni locali più accessibile e più attrattivo per i giovani. In questa prospettiva, l’esperienza dei sindaci emeriti è stata indicata come un patrimonio utile da trasmettere a chi oggi si avvicina per la prima volta alla gestione amministrativa.

La Regione, ha ricordato l’assessore, sostiene gli enti locali con trasferimenti finanziari e strumenti di perequazione ritenuti indispensabili per garantire prestazioni e servizi anche nei paesi meno popolosi. A questo devono affiancarsi semplificazione amministrativa e percorsi formativi capaci di accompagnare i futuri amministratori.

Colloredo, autonomie speciali e Comuni alpini al centro del Meeting dei sindaci emeriti

Il meeting, presieduto da Piero Mauro Zanin, mette così in relazione esperienze maturate in territori diversi ma segnati dalle stesse domande di fondo: come coniugare autonomia e responsabilità, come mantenere solidi i piccoli enti e come consegnare alle nuove generazioni Comuni ancora in grado di programmare il proprio futuro.

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