A Cividale tre giorni tra vino, memoria e territorio: si parte dal Friuli del dopo sisma
Dal 6 all’8 novembre la città ospita Vinum in Fundo: apertura con un incontro sul rilancio della viticoltura friulana dopo il terremoto del 1976.
Non solo degustazioni e appuntamenti per appassionati: a Cividale del Friuli il vino diventa anche occasione per rileggere una pagina decisiva della storia regionale. La rassegna Vinum in Fundo, in programma dal 6 all’8 novembre, sceglie infatti di aprirsi con un incontro dedicato alla ricostruzione della viticoltura friulana negli anni successivi al terremoto del 1976.
L’iniziativa accompagna la Giornata mondiale dell’Enoturismo e porta in città un calendario più ampio del consueto, costruito attorno al rapporto tra produzione vitivinicola, identità locale e capacità di ripartenza del territorio.
Quest’anno Cividale ospita anche l’Assemblea delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, appuntamento che riunisce i Comuni regionali aderenti all’associazione nazionale insieme alle Pro Loco coinvolte. Per il territorio friulano è un passaggio che guarda sia al bilancio delle attività svolte sia alle linee di lavoro future.
La serata inaugurale a Santa Maria dei Battuti
Il primo appuntamento è fissato per venerdì 6 novembre alle 18.30 nella sede di Santa Maria dei Battuti. Al centro dell’incontro ci sarà il legame tra il sisma del 1976 e la trasformazione del comparto vitivinicolo regionale, osservato a quasi cinquant’anni da quel passaggio storico.
A coordinare il confronto sarà Matteo Bellotto, filosofo ed esperto di vino, che propone una riflessione non soltanto sul terremoto in senso stretto, ma anche sui cambiamenti profondi che in mezzo secolo hanno attraversato agricoltura e mondo enologico.
Al dialogo parteciperanno Bepi Pucciarelli, giornalista e consulente dell’area agroalimentare, il viticoltore Pierpaolo Rapuzzi di Ronchi di Cialla, il presidente nazionale delle Città del Vino Angelo Radica, il sindaco Attilio Vuga, già docente di Viticoltura e di Storia della vitivinicoltura e dei paesaggi viticoli, oltre a Filippo Butussi, presidente del Consorzio Friuli Colli Orientali e Ramandolo.
Un programma che si allarga oltre il convegno
L’apertura dedicata alla memoria e alla rinascita introduce una manifestazione pensata su tre giornate. Accanto ai momenti di approfondimento sono previsti assaggi con finalità solidale, un concerto e anche il Palio delle Botti, che debutta per la prima volta nella città ducale.
La formula scelta per questa edizione punta quindi a unire contenuti, promozione del territorio e partecipazione pubblica, con un taglio che guarda non solo agli addetti ai lavori ma anche a chi vive il vino come espressione della cultura friulana.
Degustazione finale e ingresso libero
Dopo il confronto in programma venerdì sera, l’appuntamento proseguirà con una degustazione a sorpresa di vini storici, pensata come naturale completamento del percorso avviato durante il dibattito.
L’ingresso all’incontro inaugurale è libero. Per Cividale e per il Friuli del vino sarà un’occasione per collegare passato e presente, mettendo al centro una delle filiere che più hanno segnato la rinascita e l’immagine del territorio.