Recupero in quota sul Monte Siera: quattro escursionisti messi in salvo tra frana e banchi di nebbia

A Forcella Rinsen, sopra Sappada, una famiglia con due figli piccoli non riusciva più a scendere. Intervento complesso concluso in serata.

19 agosto 2026 21:51
Recupero in quota sul Monte Siera: quattro escursionisti messi in salvo tra frana e banchi di nebbia -
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Si è chiuso solo in serata, dopo ore di manovre e continui adattamenti, il soccorso che ha interessato Forcella Rinsen, nel gruppo del Monte Siera, sopra Sappada. Quattro escursionisti, una coppia con due bambini, sono stati riportati a valle da quota 2.180 metri dopo essere rimasti bloccati in un tratto dove il passaggio non è più praticabile.

Il nodo principale non era un semplice smarrimento del percorso. In quella zona, infatti, il vecchio sentiero risulta interrotto da una frana e il versante presenta pendenze che rendono rischioso ogni tentativo di discesa autonoma, soprattutto con due minori al seguito.

Il punto critico sopra Sappada

La famiglia, proveniente dal Veneziano, era composta da padre e madre, nati rispettivamente nel 1986 e nel 1988, insieme ai figli di 7 e 10 anni. Una volta raggiunta la forcella, i quattro si sono trovati davanti un tratto non più percorribile e senza una via sicura per continuare.

Da lì è partita la richiesta di aiuto. L'intervento si è sviluppato in un ambiente delicato, con terreno instabile e visibilità in progressivo peggioramento, due fattori che hanno reso necessario un recupero particolarmente prudente.

Prima fase con l'elicottero

In un primo momento, nonostante il meteo già complicato, l'elicottero è riuscito a portare due soccorritori fino alla forcella. In quella fase è stato possibile allontanare dalla quota la madre e uno dei bambini.

I due sono stati accompagnati nei pressi del Rifugio Monte Siera, dove nel frattempo erano arrivati anche i tecnici della stazione di Sappada con quad e mezzo fuoristrada. In alto, però, restavano ancora il padre e il secondo figlio.

La nebbia cambia il piano

Quando le nubi si sono abbassate ulteriormente, l'avvicinamento dall'alto è diventato molto più difficile. La scarsa visibilità ha costretto i soccorritori a rivedere l'assetto dell'operazione, rinunciando nell'immediato a un recupero diretto degli ultimi due escursionisti rimasti in quota.

Con due passaggi distinti, l'elicottero ha quindi lasciato in hovering due tecnici sui versanti della forcella. L'obiettivo era aprire un collegamento protetto nel settore interessato dalla frana, così da superare il tratto più delicato senza esporre padre e figlio al pericolo di una caduta.

Il passaggio in sicurezza e la conclusione

È stata predisposta una corda fissa di circa cento metri. Lungo quel tratto il bambino e il padre hanno potuto traversare e scendere in sicurezza verso il conoide della frana, in una fase resa ancora più delicata dai repentini cambi di visibilità.

Un successivo miglioramento, durato pochi minuti, ha consentito all'elicottero di tornare in zona e recuperare il secondo bambino. Per il padre, invece, è stato necessario attendere ancora che le condizioni fossero compatibili con il volo.

L'ultima parte del soccorso si è conclusa intorno alle 20. Tutti e quattro i componenti della famiglia sono stati portati in salvo senza conseguenze fisiche. Sulle montagne di Sappada resta però evidente la necessità di prestare la massima attenzione ai tratti non più percorribili e alle rapide variazioni del tempo, che in quota possono trasformare un'escursione in un'emergenza.

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